Visto che nei mesi di Aprile e Maggio, ho trascorso mooooooolto tempo in Italia, ne ho approfittato e mi sono dedicato alla lettura nella sala d'attesa dell'aeroporto o in volo (quando non svenivo come un narcolettico sul sedile dell' A320). In totale mi ci sono voluti 4 voli per finire il romanzo di Faletti, il terzo della serie ("fuori da un evidente destino"). Ammetto che, nonostante l'ambientazione e i personaggi ben plasmati, non mi ha colpito tanto come "Io uccido". Non per questo non posso dire che non sia una buona lettura, con quel pizzico di soprannaturale che affascina e incute curiositá fino alla fine. Una serie di morti misteriose ed inquietanti colpisce la cittadina di Flagstaff, in Arizona. Jim Mackenzie, per metà bianco e per metà Navajo del Clan del Sale, ritorna nella sua città natale per il funerale del nonno. E suo malgrado si ritroverà coinvolto nelle indagini, e dovrà, manco a dirlo, fare i conti con il suo passato e con se stesso. Quando la colonizzazione dell'America da parte degli europei si estese a macchia d'olio verso l'Ovest, ebbe la sua giustificazione, e quindi anche il suo slogan: possedere quelle terre per l'uomo bianco era un diritto inalienabile, "un evidente destino". Evidente destino in cui, evidentemente, non erano compresi i pellerossa, che da esso sono stati lasciati "fuori". Ecco, quindi, la spiegazione del titolo del libro.
Come giá detto, il libro si legge piuttosto linearmente, a differenza del primo lavoro di Faletti, senza troppi intrecci tra i vari personaggi e con la suddivisione in capitoli tra presente e passato. Ci si ritrova alla fine della storia quasi di sorpresa. Proprio questa per me é stata redatta frettolosamente, a mio avviso per scelta dell'autore, e per questo non coinvolge (almeno dal mio punto di vista) come il resto del libro.
Per far vedere che ho letto veramente il libro, volevo far notare un errorino, una svista che m'è saltata all'occhio nella lettura del romanzo. La madre di Curtis Lee (non vi dico nulla sul personaggio, per non spoilerare) a pag. 410 della mia edizione (I MINI, € 5,4), rigo 6, si chiama Catherine. Poi, a pag. 413, rigo 7-8, il suo nome diventa Gwendolyn. Questo per dimostrare che non dormo sempre sempre in aereo....
Per i prossimi viaggi (ancora piuttosto numerosi direi) ho giá in mano "la cattedrale del mare". A breve cominceró la lettura, a segno che mi avrete tra le scatole a Roma molto presto e frequentemente.
1 commento:
Faletti e la Spagna mi ricordano qualcosa: Niente di vero tranne gli occhi... L'ho letto solo in Spagna
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